TORO
Scritto da Loris Lazzati   
Costellazione visibile in inverno

Image Mitologia. Nella costellazione del Toro, gli antichi Greci vedevano una delle molte metamorfosi attuate da Zeus per le sue innumerevoli conquiste amorose. In questo caso, la sua preda era la bella Europa, figlia di Fenice e Telfassa. Il mito presenta leggere varianti, ma nella sostanza vede il re degli dei mimetizzato nel gregge di Ermes con le sembianze di un toro bianco, per adescare la fanciulla, invitarla a salirgli in groppa e trasportarla all'isola di Creta. Qui il racconto si raccorda alla leggendaria figura del Minotauro. Sull'isola, infatti, Zeus avrebbe mostrato a Europa la sua vera natura, amandola per giorni. Dalla loro unione sarebbero nati Radamanto e Minosse, che sarebbe quindi succeduto ad Asterione sul trono di Creta e avrebbe creato il Labirinto. Secondo un altro racconto, Zeus si sarebbe trasformato in toro per salvare Europa dall'annegamento e portarla quindi a Creta, dove le avrebbe donato il cane Lelapo. Un mito completamente diverso vede invece nella costellazione il bellissimo toro bianco di cui si innamorò Pasifae, moglie di Minosse, la quale diede poi alla luce, in questo stranissimo adulterio, appunto il Minotauro. Non manca chi, in questo raggruppamento di stelle, vede il Minotauro stesso, con la stella rossa Aldebaran fiammeggiare in corrispondenza dell'occhio.
Per i Romani il Toro rappresentava Bacco, dio del vino: nelle feste a lui dedicate, due gruppi di fanciulle danzanti, nella parte delle Iadi e delle Pleiadi, seguivano un toro addobbato di fiori. Per gli Egizi le stelle di questa costellazione raffiguravano il divino bue Api. Proprio in epoca egizia, e fino agli albori della civiltà greca, il toro aveva grande importanza perché in questa costellazione cadeva il punto vernale: quando il Sole si trovava nel Toro, quindi, iniziava la primavera. Per il fenomeno della precessione degli equinozi, il punto vernale è scivolato poi nella costellazione dell'Ariete e quindi dei Pesci, dove si trova oggi.
Racconti mitologici a parte riguardano gli ammassi stellari delle Iadi (le "stelle della pioggia" e delle Pleiadi (le sette figlie di Atlante, che reggeva il mondo sulle spalle).

Stelle principali.Questa costellazione è, dopo Orione, la più sfolgorante e ricca del cielo invernale, e una delle più belle di tutto lo Zodiaco. La si riconosce per i due inconfondibili raggruppamenti delle Iadi e delle Pleiadi. Le prime disegnano una "V", le seconde, molto più condensate, somigliano nella forma al Gran Carro con il timone mozzato.
La stella più brillante del Toro è Aldebaran, che appare come una delle due estremità della "V" delle Iadi; in realtà è solo un accostamento prospettico, perché Aldebaran si trova molto più vicina a noi. La sua distanza è stimata in 68 anni-luce, la metà di quella delle Iadi. Il nome di questa stella deriva dall'arabo "na'ir al dabaran", cioè "la lucente che segue" (le Iadi stesse o le Pleiadi, a seconda delle interpretazioni, dato che entrambi gli ammassi la precedono nel loro corso in cielo). E' una gigante rossa 120 volte più luminosa del Sole ed è un astro che nelle diverse culture è sempre stato tenuto in grande considerazione. E' una delle stelle più brillanti a essere periodicamente occultata dalla Luna.
Beta Tauri, o El Nath ("l'estremità") è la seconda stella più luminosa della costellazione e si trova al confine con l'Auriga. Nei suoi pressi è ubicato l'anticentro galattico, cioè il punto del cielo diametralmente opposto al centro della Via Lattea, che si trova nel Sagittario.

Oggetti da osservare. Il Toro è ricchissimo di oggetti notevoli. Tra questi i due ammassi stellari più vicini e più importanti. Le Iadi sono un gruppo di molte centinaia di stelle nate tutte da una stessa nebulosa 400 milioni di anni fa. Distano 130 anni-luce e a occhio nudo se ne vedono cinque o sei. Si muovono assieme nello spazio e comprendono stelle di tutti i tipi, dalle nane rosse alle giganti blu.
Le Pleiadi offrono uno spettacolo straordinario in un piccolo telescopio. Sono l'ammasso stellare più famoso del cielo. Si trovano avvolte in una tenue nebulosità blu, probabilmente gas interstellare incontrato sul loro cammino e non ciò che resta della nebulosa da cui nacquero. Anch'esse si originarono da una stessa nube, ma sono sicuramente più giovani delle Iadi. Un "censimento" effettuato con i mezzi fotografici più moderni ha portato a contare oltre 2000 stelle in questo ammasso. Le Pleiadi si muovono tutte verso sud-est come aerei in formazione, e in 30 mila anni percorrono una distanza in cielo pari al diametro della Luna Piena. La stella più brillante dell'ammasso è Alcyone, un sistema quadruplo. Per osservare in tutta la sua bellezza lo spettacolo offerto da quest'ammasso è meglio usare un binocolo o un telescopio a basso ingrandimento. Utilizzando strumenti più potenti si riduce il campo con l'effetto di perdere la visione d'insieme, che è veramente mozzafiato.
M1, più nota come Nebulosa del Granchio o Crab Nebula, è forse l'oggetto più importante nella storia dell'astronomia. E' ciò che rimane dell'esplosione della supernova che nel 1054 illuminò per giorni il cielo terrestre. Al suo interno nasconde un segreto: una pulsar, cioè una stella di neutroni piccolissima e di densità inimmaginabile, in rapidissima rotazione, che emette un "pennello" di raggi X, luce e onde radio come un vero e proprio faro cosmico. Gli studi su questo oggetto sono stati innumerevoli, e hanno consentito di verificare e affinare le teorie degli astrofisici sulle supernove e sugli oggetti compatti che ne rappresentano i relitti.

 

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