CANE MAGGIORE
Scritto da Loris Lazzati   
Inverno, Primavera

ImageI mesi invernali sono straordinariamente ricchi di astri brillanti e splendidi oggetti di profondo cielo: ma tra tanti gioielli sfolgora su tutti la stella più brillante del cielo: Sirio. La si può vedere già nei mesi autunnali, a tarda ora, e poi sempre più presto e comodamente in inverno. E con essa la bella costellazione di cui fa parte: il Cane Maggiore, situato a sud-ovest di Orione e facile da rintracciare. E' infatti sufficiente prolungare verso il basso la cintura di Orione per raggiungere proprio Sirio, del resto inconfondibile col suo bagliore biancazzurro.

Mitologia e storia.
Dal punto di vista storico, culturale e mitologico, il Cane Maggiore è una delle costellazioni più importanti del firmamento. Il fatto di contenere la stella più luminosa del cielo ha certo contribuito al rilievo avuto da questo asterisma nelle culture antiche, ma anche considerazioni di altra natura hanno pesato. Spesso, l?intera costellazione è stata identificata con il suo astro simbolo. Per gli Egizi, Sirio aveva un'importanza enorme in quanto indicava con la sua levata eliaca, cioè con il suo primo apparire all'alba dopo i mesi di invisibilità, l'arrivo delle piene del Nilo che portavano fertilità alla terra. La stella era anche fatta coincidere con Iside, sorella e consorte del grande Osiride, che invece era collegato alla costellazione di Orione. La penetrazione della luce di Sirio in un cunicolo attraverso una delle grandi piramidi, fino a illuminare un altare, era il simbolo della rinascita dello stesso Osiride. Anche nella mitologia greca è grande il rilievo di questo gruppo di stelle: poteva essere la muta del cacciatore Orione, o il devoto Maera, il cane di Icaro, suicidatosi per la disperazione dopo la morte del padrone nel suo folle volo verso il Sole (questa identificazione è in realtà più aderente alla costellazione del Cane Minore). Ancora, c'è chi identifica il Cane Maggiore con Cerbero, il mostruoso cane a tre teste. Ma la spiegazione più convincente è quella che vede in queste stelle Lelapo, il cane di Procri, figlia del re ateniese Eretteo. Ci sono varie versioni del suo mito: in una, Lelapo viene donato da Zeus allèamata Europa, quest'ultima l'avrebbe poi lasciato in eredità al figlio Minasse: il cane, così veloce che nessuna preda poteva sfuggirgli sarebbe arrivato a Procri dalle mani dello stesso Minosse che intendeva conquistare il suo cuore. Lelapo morì per mano del marito di Procri, Cefalo, durante una battuta di caccia.

Stelle.
Sirio, la stella alfa del Cane Maggiore, meriterebbe un capitolo a parte per tutte le sue identificazioni mitologiche. Incerta è l'etimologia del suo nome, forse derivato dal greco "seirios", che significa "splendente" o "ardente". Limitiamoci ad analizzarla dal punto di vista astronomico. Sirio, come detto, è la stella più brillante del cielo e ha magnitudine 1,6. Tanta brillantezza è favorita dalla sua vicinanza: dista solo 8,6 anni- luce, ed è quindi una delle stelle più prossime al Sistema Solare (la seconda tra quelle osservabili a occhio nudo). E' così brillante che nelle regioni tropicali meridionali, dove raggiunge lo zenith, di notte proietta esilissime ombre. E se si sa dove puntare lo sguardo, la si può vedere con un binocolo da teatro perfino in pieno giorno. Nei nostri cieli, culmina in meridiano esattamente alla mezzanotte del primo gennaio, ma la sua altezza è ridotta, per cui l'assorbimento atmosferico ne attenua spesso lo splendore. Intrinsecamente, è 23 volte più luminosa del Sole e ha un diametro doppio. Il suo colore è dovuto all'alta temperatura superficiale, di circa 10mila gradi. Sirio si muove rapidamente nel cielo, e anche questo effetto ? favorito dalla sua vicinanza: il suo spostamento annuale è di 1,324°, il che significa che in 1350 anni percorre una cammino pari al diametro della Luna Piena. Solo un telescopio molto potente permette di penetrare il grande segreto di questa stella, cioè la sua piccola compagna, denominata Sirio B. La sua esistenza fu ipotizzata da Bessel nel 1844, per via delle oscillazioni di Sirio nel suo percorso nel cielo. L'astronomo sospettò che l'andamento zigzagante fosse dovuto alla perturbazione orbitale di una stella compagna massiccia e invisibile, di cui Peters calcolò anche l'orbita. Ma la stella rimase per anni invisibile agli strumenti dell'epoca, finchè l'ottico Alvan Clarke la scovò mentre sperimentava un nuovo obiettivo da 47 centimetri di diametro. Srio B ? molto più debole e piccola della compagna: ha un diametro doppio di quello terrestre e una temperatura alta, che gli conferisce un colore bianco: ma la sua massa, per indurre le perturbazioni osservate su Sirio A,
dev'essere paragonabile a quella del Sole. Questo significa che la sua densità è altissima: è infatti pari a tre milioni di volte quella dell'acqua. Un centimetro cubo della sua materia, trasportato sulla Terra, peserebbe tre tonnellate. Sulla superficie di Sirio B, dove la gravità è molto più alta, il peso è immensamente maggiore di questo pur alto valore. Sirio B è il prototipo delle "nane bianche", stelle in cui la materia si trova in uno stato degenerato. Il nostro Sole, al termine della sua vita, andrà incontro a questo stesso destino. Sirio B orbita attorno al baricentro del sistema in 50 anni. La sua distanza dalla stella principale è di 24 unità astronomiche, di poco superiore a quella di Urano dal Sole. Ci sono altre stelle luminose nel Cane Maggiore. Beta Canis Majoris, o Mirzam, è una stella di magnitudine 1, 98, quindi molto brillante. Dista 760 anni luce, quindi è quasi cento volte più lontana di Sirio. Questo significa che la sua luce è intrinsecamente molto più intensa: Mirzam è infatti 7600 volte più luminosa del Sole. E' anche una stella variabile di caratteristiche abbastanza incerte: le oscillazioni di splendore sono di solo 0, 03 magnitudini con un periodo di sei ore. La stella è classificata come una "quasi-cefeide". Piuttosto misteriosa è Muliphein, la Gamma Canis Majoris, di magnitudine 4,1 e quindi piuttosto fioca. Anticamente era molto più luminosa: era infatti la terza più splendente della costellazione, mentre ora è la nona. Nel 1670 Geminiano Montanari la vide scomparire: riapparve 23 anni dopo. Il fatto, anche se incerto, spinge a credere che si tratti di una variabile secolare. Tra le altre stelle, la più brillante è Adhara, ventiduesima in splendore in tutto il cielo, ma la più interessante dal punto di vista astrofisico è la variabile UW Canis Majoris, un sistema binario tra i più massicci che si conoscano. Le due componenti sono quasi a contatto e si strappano vicendevolmente materia. Sono fortemente schiacciate ai poli e hanno masse rispettivamente di 23 e 19 volte quella del Sole.

Profondo cielo.
Il più interessante oggetto di profondo cielo del Cane Maggiore ? M41, un ammasso aperto situato quattro gradi a sud di Sirio (otto volte il diametro della Luna Piena): contiene 25 stelle in uno spazio pari proprio al diametro lunare. In realtà le stelle sono complessivamente un centinaio: la distanza è di 2350 anni- luce. Pare che Aristotele fosse riuscito a scorgere quest'ammasso nel 325 a. C. Un altro ammasso aperto interessante è NGC2362, la cui stella principale è Tau Canis Majoris. La distanza ? di 4600 anni- luce. L'età di questo raggruppamento di stelle è molto bassa su scala astronomica: un milione di anni.

Loris Lazzati

 

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