CIGNO
Scritto da Loris Lazzati   
Costellazione visibile in estate e autunno.

Image Nel cielo estivo, un’enorme croce domina il firmamento. Ai primi di agosto è possibile ammirarla esattamente allo zenith verso la mezzanotte, in tutta la sua magnificenza, protesa da nord a sud sullo sfondo della Via Lattea. E’ la costellazione del Cigno, detta anche, per la sua forma, Croce del Nord: Il braccio lungo ha come estremi le sue due stelle più importanti: a nord Deneb, la più brillante della costellazione, a sud Albireo, una stella doppia considerata, dal punto di vista estetico, la più bella del cielo.

MITOLOGIA
Alle spalle del Cigno ci sono miti antichi e meravigliosi. Il più noto vede in questo splendido animale nientemeno che Zeus, il re degli dei, che assunse le fogge del candido uccello per amare Leda, figlia di Testio, re di Laconia, e moglie di Tindaro, re di Sparta. Da quella storia d’amore nacque una progenie mobilissima, composta da quattro figli: Castore e Polluce, i due Dioscuri immortalati nella costellazione dei Gemelli, Elena e Clitemnestra, sposa e assassina di Agamennone. Un altro mito vuole che Zeus non inseguisse Leda, ma Nemesi, la dea della giustizia: costei, per sfuggirgli, si trasformò in un serie di animali acquatici, terrestri e dell’aria. Ma Zeus ogni volta mutava le sue forme in quelle di un animale più veloce della preda, fino a sorprenderla, da cigno, nelle fogge di un’oca selvatica. Secondo una variante, il re degli dei finse di essere un cigno inseguito da un’aquila (costellazioni vicine nel cielo estivo). Nemesi gli diede riparo e si addormentò con il volatile in grembo, dando a Zeus la possibilità di approfittarne. Vi sono anche mitologie completamente diverse, che vedono nel cigno Orfeo, il più celebre musico antico, non a caso ritratto in cielo vicino al suo strumento prediletto, la lira. Le leggende greche e latine non finiscono qui: nell’impossibilità di riassumerle tutte ricordiamo almeno la versione araba, che nella grande croce vide un animale meno nobile e più goffo, la gallina.

STELLE PRINCIPALI
La stella principale del Cigno è Deneb, un astro gigantesco, remoto e luminosissimo. Si trova a 1600 anni luce dalla Terra e ha un diametro di 85 milioni di chilometri, cioè 60 volte quello del Sole. Emana una luce bianco-azzurra 70 mila volte più intensa di quella solare. E’ così fulgida da risultare tra le stelle più brillanti anche alla sua enorme distanza (la magnitudine è 1,26): se il Sole si trovasse laggiù, risulterebbe 800 volte più debole delle più deboli stelle visibili a occhio nudo. Deneb è attesa da una vita breve e da un morte catastrofica: è così massiccia che consumerà molto presto il suo combustibile fino a esplodere come supernova. Il giorno in cui accadrà, la deflagrazione si renderà visibile perfino nella luce del giorno. E da quella morte nascerà un buco nero.

L’altra gemma del Cigno si trova al lato opposto della croce: si tratta di Albireo, di magnitudine 3,09, la stella doppia più bella del cielo. Anche il più piccolo e scadente dei telescopi amatoriali permette di separare alla perfezione le due componenti: una giallo-arancio, l’altra azzurro intenso. Il contrasto di colori è mozzafiato. A vedere per primo questo spettacolo fu Bradley nel 1755: nel 1832 iniziarono le misure per rilevare eventuali spostamenti orbitali: A tutt’oggi non ne è stao scoperto alcuno, ma si ritiene ugualmente che le due stelle siano legate fisicamente e non per semplice effetto di prospettiva.

61 Cygni, al limite della visibilità a occhio nudo, è una stella molto vicina (solo11 anni luce) e storicamente importante: Fu la prima di cui si riuscì a misurare la distanza (Bessel nel 1838). 61 Cygni si muove in direzione del Sistema Solare alla velocità di 60 chilometri al secondo, ed è uno dei primi sistemi stellari in cui siano stati scoperti pianeti.

P Cygni è una stella variabile e mostruosa. Distante 7 mila anni luce, brilla 350 mila volte più del Sole, la sua massa, 50 volte superiore a quella della nostra stella, è una delle maggiori mai osservate, e rende questo astro altamente instabile. Ancor più che nel caso di Deneb, la catastrofe, su scala cosmica, è imminente. Per dare un’idea della luminosità e grandezza di P Cygni, basti pensare che se si trovasse a un distanza di 32 anni luce risulterebbe luminosa quasi quanto la Luna piena.

Trovandosi in piena Via Lattea, il Cigno è ricco di novae e di oggetti di profondo cielo. Tra le prime va ricordata la Nova Cygni 1975, che dal nulla salì a una luminosità prossima a quella di Deneb, per scendere in due giorni sotto la soglia della visibilità a occhio nudo.

OGGETTI DI PROFONDO CIELO
I campi stellari del Cigno, tra i più belli di tutto il cielo, sono ricchi di bellissime nebulose. Le due più note sono la e la Nebulosa Velo. La prima, chiamata anche NGC 7000, prende il nome dalla sua caratteristica forma. Si tratta di una nebulosa a emissione, resa luminescente dall’energia emessa da Deneb, che si trova nei suoi pressi, a 1600 anni luce da noi.

La Veil Nebula, detta anche , è una nube interstellare completamente diversa. E’ quanto resta di una gigantesca esplosione avvenuta 30 o 40 mila annida. Allora una stella morì come supernova scagliando i suoi gas nello spazio. In pratica la Veil Nebula è composta da due delicatissime nebulose (NGC 6960 e NGC 6992), dalle sfumature azzurre, bianche e rosa, distribuite a formare un anello di quasi tre gradi di diametro. I filamenti oggi visibili potrebbero essere il fronte d’urto tra i gas espulsi dalla supernova e il mezzo interstellare. Lungo questi filamenti si sono scoperte catene di stelle in formazione. La stella che ha originato la Veil, con la sua morte, ha fatto nascere nuovi astri.

Concludiamo con Cygnus X-1, uno degli oggetti più esotici della costellazione del Cigno. E3 il più convincente dei candidati a . Le analisi mostrano gli effetti di un corpo oscuro di dimensioni ridottissime e grande massa, attorno a cui ruota una stella gigante. Tra i due corpi avviene un incessante scambio di materia, ma non ci sono molti dubbi sull’identità del che la ingoia. E’ proprio l’invisibile corpo centrale, appunto un buco nero.

 

Valid XHTML and CSS.

Questo sito utilizza i cookies. Chiudendo questo banner, scorrendo la pagina o continuando a navigare nel sito si accetta implicitamente l’utilizzo degli stessi. To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy.

I accept cookies from this site.

EU Cookie Directive Module Information