LIRA
Scritto da Loris Lazzati   
Costellazione visibile in autunno

Image La Lira è una costellazione di piccole dimensioni, facilmente riconoscibile grazie alla brillantissima Vega (Alfa Lyrae) e ad un rombo di stelle comprese tra la terza e la quarta magnitudine.

Mitologia
Greci e latini associarono questo gruppo di stelle allo strumento musicale di Orfeo, mentre gli astronomi arabi vi riconoscevano un'aquila con le ali chiuse.

Stelle
Vega con una magnitudine di 0,04 è la stella più brillante di tutta la costellazione e, nell'emisfero boreale, è seconda solo ad Arturo (-0,06). La temperatura superficiale di Vega è di 9000°, il suo diametro tocca i 4,5 milioni di km, il triplo del sole, e la luminosità supera di 58 volte quella della nostra stella. A causa del moto di precessione dell'asse terrestre, Alfa Lyrae fu la stella polare di 14300 anni fa e tornerà ad esserlo tra 11500 anni. La distanza della stella più luminosa della Lira è di 27 anni luce e, la sua posizione in cielo, segna il punto verso il quale si dirige il Sole con il suo corteo di pianeti, nel moto di rivoluzione intorno alla Galassia. La velocità di movimento del sistema solare è di 70000 chilometri l'ora, malgrado ciò l'attuale posizione di Vega sarà raggiunta solo tra mezzo miliardo d'anni. In ogni caso mancheremo l'appuntamento sia perché Vega si muove trasversalmente rispetto al Sole, sia perché, essendo una stella con grande massa, la sua evoluzione la porterà a trasformarsi in una nana bianca o una pulsar tra circa 350 milioni di anni. Oltre a Vega, la stella certamente più interessante della costellazione della Lira, per l'astrofilo munito di un binocolo o un piccolo telescopio, è Epsilon Lyrae. Questa stella è definita come "doppia-doppia": basta un piccolo binocolo per scorgere la coppia principale, formata da due stelle separate da 3,5 primi e di magnitudine 3,83 e 4,5. Ognuna di queste, se osservata con un telescopio da almeno 8-10 centimetri di diametro, si rivela a sua volta doppia. La coppia a nord, Epsilon 1, ha una separazione di 2,7", mentre la coppia a sud, Epsilon 2, ha una separazione di 2,5".

Profondo cielo
Gli oggetti non stellari più interessanti della Lira sono conosciuti con i numeri 56 e 57 del catalogo dell'astronomo francese Messier. M57 è una nebulosa planetaria che dista dalla Terra circa 1500 anni luce, essa ha un diametro di mezzo anno luce ed ha una densità che, pur essendo molto inferiore a quella del vuoto più spinto ottenibile in un laboratorio, supera di diversi ordini di grandezza la densità dello spazio interstellare. L'osservazione della nebulosa "anello", M57, può essere affrontata con i più piccoli telescopi che mostreranno una macchia nebbiosa; potendo utilizzare strumenti da almeno 8-9 centimetri, diventerà percepibile la tipica forma ad anello di quest'oggetto. Guardando M57 vediamo il probabile futuro del Sole: le stelle che hanno la sua massa, quando esauriscono il combustibile nucleare, prima si espandono lanciando nello spazio un anello di gas, la nebulosa planetaria, poi si contraggono diventando nane bianche, stelle molto dense e calde che si raffreddano lentamente. Questa sorte toccherà al nostro Sole fra circa 5 miliardi di anni, quando l'idrogeno, che produce l'energia nel nucleo della stella, sarà esaurito. M56 è un ammasso globulare, in pratica un agglomerato di centinaia di migliaia di stelle concentrate in uno spazio relativamente piccolo. In parte oscurato da nubi interstellari, M56 si trova a 46000 anni luce, ha una luminosità totale pari a 90000 Soli e un diametro di circa 60 anni luce. Dato che le stelle più luminose che lo compongono hanno magnitudine compresa tra 11 e 14, è possibile risolvere con sicurezza questo ammasso (evidenziare la sua natura stellare) con telescopi da 15-20 centimetri di diametro.

 

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