PEGASO
Scritto da Loris Lazzati   
Costellazione visibile in autunno Image

Pegaso è la costellazione principale del cielo autunnale. Riconoscerla è facile, in quanto la sua forma è esattamente quella di un quadrato di grandi dimensioni (circa 15 gradi di lato) e alto una settantina di gradi nel cielo quando raggiunge il meridiano. Le sue stelle non sono molto luminose, ma si stagliano su una zona di cielo piuttosto spoglia.

Mitologia
L'origine mitologica di questa costellazione è chiara e più unitaria rispetto ad altre costellazioni: Pegaso è il cavallo alato della mitologia greca, protagonista di bellissimi racconti. Nacque dal sangue uscito dal corpo decollato della Medusa, quando questa fu uccisa da Perseo. Lo stesso Perseo domò lo splendido cavallo dal manto bianchissimo e se ne servì per liberare Andromeda dal mostro marino che il dio Poseidone aveva scagliato contro il regno di Cefeo. Quest'ultimo, padre di Andromeda, aveva offerto la figlia in sacrificio per placare l'ira del dio. Un altro mito vuole che Pegaso, appena nato, volasse sul monte Elicona, dove diede origine, colpendo il terreno con lo zoccolo, alla fonte Pirene, alla quale erano solite dissetarsi le Muse. Fu qui che Bellerofonte lo domò. In sella a Pegaso, Bellerofonte affrontò e sconfisse la Chimera: esaltato dall'impresa, in groppa al cavallo alato decise di raggiungere l'Olimpo, suscitando le ire di Zeus che ordinò a Pegaso di disarcionare lo sfacciato eroe. E qui il mito presenta due varianti: secondo la prima il cavallo ascoltò l'ordine del re degli dei, il quale per premiarlo lo utilizzò per far giungere a terra i suoi fulmini. Secondo un'altra, continuò invece la sua cavalcata con l'eroe sul dorso fino a raggiungere le stelle, tra le quali rimase per sempre. Nel cielo, attorno alla figura di Pegaso, sono visibili le costellazioni degli altri personaggi legati al suo mito: Andromeda, Perseo, Cassiopea e Cefeo.

Stelle principali
Pegaso ha una caratteristica curiosa: delle quattro stelle che delineano il celeberrimo , una, chiamata Sirrah o Alpheratz, è in comune con la costellazione di Andromeda, anzi vi appartiene. Gli altri tre vertici del quadrilatero sono rappresentati da Markab, una stella bianca lontana 110 anni luce; Scheat, una gigante rossa il cui diametro è 145 volte più grande di quello solare, e Algenib, distante 570 anni luce, la cui luce bianca è duemila volte più intensa di quella emessa dal Sole. Ovviamente, per via della distanza, queste stelle appaiono piuttosto fioche (magnitudine attorno a 2,5). In senso orario, partendo da Sirrah, che l'osservatore dell'emisfero boreale vede come il vertice , le stelle del quadrato sono, nell'ordine, Scheat, Markab e Algenib. Una delle stelle più interessanti della costellazione è 85 Pegasi: si tratta di una doppia, molto stretta, al limite della visibilità a occhio nudo. Cela un mistero: la componente più fioca della coppia viola la relazione tra massa e luminosità rispettata da tutte le stelle. Il motivo è ignoto.

Oggetti di spazio profondo
M15 è un bellissimo ammasso globulare, un agglomerato molto denso di 500 mila stelle vecchissime. Scoperto da Maraldi nel 1746 mentre cercava una cometa, dista dalla Terra 34 mila anni luce:. Si trova nella parte più occidentale della costellazione, vicino al confine con il Cavallino. Ma l'oggetto più intrigante e importante di Pegaso è senza dubbio il Quintetto di Stephan, un gruppo di cinque galassie debolissime (magnitudine tra 14 e 15, quindi per scorgerle serve una fotografia con dispositivo ccd su telescopi di almeno 20 centimetri di diametro). Questo gruppo di debolissime galassie rappresenta un rompicapo cosmologico, su cui si è scatenata una delle più accese controversie dell'astronomia del ventesimo secolo. Infatti, la velocità di allontanamento di una delle cinque galassie è nettamente inferiore a quella delle altre quattro, un fatto che fa vacillare il principio dell'espansione dell'Universo. Il fenomeno è stato interpretato con un effetto prospettico: la galassia lenta sarebbe vicina alle altre solo perché si trova sulla stessa linea visuale. In realtà sarebbe molto più vicina, e per questo fuggirebbe a una velocità minore delle altre.

 

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