CEFEO
Scritto da Loris Lazzati   
Costellazione visibile tutto l'anno Image Nel cielo di ogni stagione si mostrano costellazioni diverse. Per esempio, della primavera è tipico il Leone o il Boote, dell’estate il Cigno e la Lira. Ma c’è un gruppo di costellazioni che sono sempre visibili: sono le cosiddette “circumpolari”. Ciononostante, anche questi gruppi di stelle mostrano condizioni di visibilità migliori in alcune stagioni, quando in prima serata svettano allo zenith. Tra queste, nella stagione autunnale c’è Cefeo.

MITOLOGIA: Cefeo rappresenta la figura paterna nella saga della famiglia reale che domina il cielo boreale. Nel mito era il re d’Etiopia: sua moglie era la vanitosissima Cassiopea, sua figlia la splendida Andromeda. E’ descritto come un re debole, succube degli eventi e dei desideri della moglie. Alcune fonti lo descrivono in atteggiamento supplicante a mani giunte mentre prega gli dei di mettere fine alle devastazioni che il dio Poseidone stava causando nel suo paese per punire la superbia di Cassiopea. Ma Cefeo era discendente nientemeno che di Zeus e di Io, rapita dal re degli dei sulla spiaggia di Tiro. Secondo alcune leggende, Cefeo rappresentava in realtà Nereo, il vecchio del mare padre delle Nereidi, le bellissime ninfe offese dalla superbia e dalla vanità di Cassiopea. La tradizione dominante, però, è di gran lunga quella legata alla sua superba moglie e alla figlia Andromeda, salvata da Perseo e sottratta al mostro marino inviato da Poseidone.
Cefeo ha un ruolo mitologico importante anche in altre culture: per i Babilonesi era Enlil, dio della pioggia. I Babilonesi dividevano il cielo in tre vie dedicate alla trinità cosmica Ea, Anu ed Enlil. Quest’ultimo si muoveva sulla “strada interna” formata dalle stelle circumpolari settentrionali. Cefeo vi è talvolta raffigurato in posa autoritaria a cavalcioni del Polo. Questa costellazione non ha invece basi mitologiche particolari nella cultura egizia e in quelle mesoamericane.

COME RINTRACCIARLA IN CIELO:
La figura della costellazione di Cefeo riproduce, delineata da stelle di medio splendore, un disegno molto tipico: somiglia infatti a un pinnacolo, o ancor più a una casetta disegnata da un bambino. Lo si rintraccia di fianco alla W di Cassiopea, dalla parte opposta della Polare rispetto all’Orsa Maggiore. Se si usano le prime due stelle del Gran Carro per trovare la Polare, prolungando ancora il segmento oltre quest’ultima, la prima stella che si incontra è la punta del pinnacolo di Cefeo. Il lato orientale della “casetta”, delineato dalle stelle Alfa e Beta, indica con precisione la Polare.

STELLE PRINCIPALI
Pur non possedendo stelle brillantissime, la costellazione di Cefeo contiene però moltissime stelle di grande interesse astronomico. La più luminosa è la Alfa, Alderamin, di magnitudine 2,46. Dista 52 anni-luce da noi e ha una rotazione insolitamente veloce. Nell’anno 7500 diventerà la nostra stella Polare. Per gli Arabi questa stella rappresentava un pastore intento a curare il proprio gregge. Segue, in ordine di luminosità, Alfirk, indicata negli atlanti con la lettera Beta: è quattromila volte più luminosa del Sole, si trova a 980 anni-luce ed è una doppia facilmente separabile anche con un piccolo telescopio.

Tra le altre stelle, anche se meno fulgide, ce ne sono alcune di notevole rilievo scientifico. A partire da Delta Cephei, la stella diventata prototipo e simbolo della più importante classe di variabili: le Cefeidi. Questa stella cambia regolarmente brillantezza con un periodo cronometricamente preciso di 5 giorni, 8 ore e 48 minuti. Oscilla tra le magnitudini 3,6 e 4,3. E’ una stella pulsante, che si gonfia e si sgonfia come in un grande respiro cosmico. In questo processo, cambia colore e temperatura. A rendere le Cefeidi così importanti è una relazione scoperta da Henrietta Leavitt nel 1912: infatti, c’è un rapporto preciso tra il periodo di pulsazione di una Cefeide e la sua luminosità. L’importanza è evidente: misurando proprio il periodo e la luminosità apparente, facilissimi da ricavare, si può risalire immediatamente alla luminosità assoluta della stella, e quindi alla distanza. Basta quindi osservare una Cefeide in un ammasso o in una Galassia esterna per ricavare la distanza di questi ultimi. Le Cefeidi sono diventate il “metro” con cui misurare le dimensioni dell’Universo.

Mu Cephei è l’astro più intensamente rosso che si conosca nell’emisfero boreale, tanto che Herschel la chiamò “stella granata”. E’ anch’essa una stella variabile e pulsante, ma di tutt’altro tipo rispetto alle Cefeidi: muta il suo splendore in modo irregolare in circa due anni dalla magnitudine 3,7 e 5: somiglia molto alla grandiosa Betelgeuse, in Orione, pur non essendo altrettanto grande e luminosa.

Kruger 60 è una stellina di nona magnitudine, quindi invisibile a occhio nudo e a malapena possibile da scorgere con un binocolo. Si trova a un grado da Delta Cephei e, nonostante l’aspetto dimesso, è molto interessante, in quanto si tratta di una delle stelle doppie più vicine e con un periodo orbitale abbastanza breve da poter essere seguito interamente nella vita di un osservatore. La distanza di questo sistema è di 13 anni-luce: le due componenti sono molto deboli e molto piccole. La primaria ha una luminosità pari a 13 millesimi di quella solare, mentre la secondaria di soli 4 millesimi. Quest’ultima è una delle stelle più piccole e leggere che si conoscano.

VV Cephei sta all’estremo opposto: è la seconda stella più grande che si conosca dopo Epsilon Aurigae, con un diametro 1200 volte maggiore di quello solare. E’ una variabile a eclisse, perché la sua luce si affievolisce periodicamente quando la sua compagna gli transita davanti. L’eclisse dura ben 15 mesi, a dimostrazione delle dimensioni mostruose di questa stella.

OGGETTI DEL PROFONDO CIELO:
Cefeo occupa una zona di cielo piuttosto povera di oggetti di spazio profondo accessibili a piccoli strumenti. Quasi per onore di firma ricordiamo i due più importanti: NGC 188, un ammasso aperto composto da 150 stelle lontano 5000 anni-luce e , a differenza degli oggetti tipici di questa classe, ben 1800 anni-luce fuori dal disco della Via Lattea. Il secondo astro è NGC 6946, galassia a spirale di magnitudine 11 nella quale sono già state scoperte quattro supernove.
 

Valid XHTML and CSS.

Questo sito utilizza i cookies. Chiudendo questo banner, scorrendo la pagina o continuando a navigare nel sito si accetta implicitamente l’utilizzo degli stessi. To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy.

I accept cookies from this site.

EU Cookie Directive Module Information