FAR DE SE' UN TELESCOPIO - Pagina 4
Scritto da Marco Milani   
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FAR DE SE' UN TELESCOPIO
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A proposito dell'estetica ricordiamo in ultimo di verniciare l'esterno del tubo con dei colori vivaci, giallo o arancio, affinchà si possano meglio distinguere nel buio notturno, mentre le parti metalliche è bene che siano rivestite di vernice anti ruggine (ovviamente non sugli ingranaggi), riservando all'interno del tubo ottico il nero opaco.
Son note a tutti le ottime vernici oggi esistenti sul nostro mercato.

Una volta realizzato il nostro telescopio, esso non sarà ancora del tutto pronto per dare delle immagini accettabili. Le sue ottiche, cioè lo specchio parabolico principale e lo specchietto piano inclinato, dovranno essere allineate perfettamente tramite le viti di regolazione poste sui supporti dei due specchi. Soltanto dopo regolato le ottiche in asse lo strumento funzionerà egregiamente dando il meglio di se stesso. Ogni tanto però, a causa di piccoli urti o sballottamenti, le ottiche tenderanno a spostarsi dalle posizioni originarie; sicchè periodicamente occorrerà fare un piccolo controllo e correggere eventuali errori sopravvenuti con l'uso dello strumento. ImageAnche gli strumenti commerciali riflettori molte volte non sono venduti con le ottiche allineate e toccher? all'astrofilo agire con intelligenza e molta pazienza sulle viti di correzione presenti sulle due celle per riportare gli specchi nella posizione ottimale; in ogni caso qualsiasi tipo di riflettore Newton o Cassegrain necessiter? di revisioni periodiche per non incorrere in spostamenti delle ottiche fuori dal loro asse, pregiudicando in maniera notevolissima la qualità di ogni tipo di osservazione. Per i rifrattori invece nella maggioranza dei casi le ottiche non sono registrabili e per tale motivo al momento dell'acquisto deve possibilmente essere fatta una piccola prova: nel puntare una stella luminosa portata al centro del campo visivo, bisognerà sfuocarla per ottenere una immagine perfettamente circolare o magari con tenui anelli concentrici; se non apparirà un cerchio perfetto ne anelli concentrici, e per di più la immagine allungata che si avrà non ruoterà girando l'oculare nella sua sede, sarà dimostrato che l'obiettivo è fuori asse e lo strumento in esame non potrà dare le prestazioni promesse dal diametro dell'obiettivo. Nel caso invece di un riflettore, dopo aver puntato la stella al centro del campo e possibilmente a un ingrandimento abbastanza alto (100 x o più), se la sfuocheremo si dovrà vedere sempre un disco luminoso; ma al suo centro sarà presente l'immagine del supporto dello specchio secondario dal quale partiranno le lamine di sostegno. Anche qui il disco scuro del secondario dovrà essere posto esattamente al centro rispetto al cerchio luminoso della stella sfuocata, altrimenti significherà che i due specchi non sono allineati e occorrerà apportare delle modifiche alla loro posizione mediante le viti che ne controllano l'inclinazione. Per far ciò occorre inanzi tutto montare al posto dell'oculare un piccolo dischetto di cartone nel cui centro verrà praticato un forellino. Puntando poi lo strumento verso il chiaro del cielo in pieno giorno bisognerà innanzi tutto assicurarsi, guardando attraverso il forellino, che il supporto del secondario sia esattamente posto all'altezza del tubo portaoculari; se così non fosse bisognerà regolare l'altezza del secondario agendo sulla vite centrale che sostiene il supporto dello specchietto al disco metallico al quale sono collegate le lamine di sostegno (quest'operazione non esiste negli strumenti di tipo Cassegrain o comunque aventi il fuoco posto dietro lo specchio principale).
E' ovvio che precedentemente sarà stata verificata la centratura del supporto del secondarlo rispetto al tubo magari tramite l'uso di un calibro ed eventualmente corretta agendo sulle viti che collegano le lamine al tubo del telescopio; anche per la cella dell'obiettivo sarà controllata la sua centratura meccanica. Dopo aver controllato la posizione dello specchietto secondario bisognerà fare in modo che l'immagine riflessa dallo specchietto vista attraverso il foro nel cartoncino sia costituita dallo specchio principale perfettamente concentrico rispetto ai bordi del secondario. Per ottenere ciò si agirà con molta delicatezza e pazienza sulle tre viti che regolano l'inclinazione del secondario e disposte intorno alla vite centrale di sostegno del supporto dell ospecchietto. Quando il bordo dell'obiettivo e quello del secondario saranno concentrici si passerà a regolare infine la posizione dello specchio principale tramite le tre viti che sostengono la cella dello stesso. Sempre osservando attraverso il forellino del cartoncino inserito nel portaoculari si vedrà riflessa nello specchio principale l'immagine del supporto del secondario e le lamine costituenti la crociera di sostegno; il profilo del secondario dovrà risultare perfettamente al centro del primario, e se così non fosse occorrerà regolare la cella dell'obiettivo con le tre viti che la sostengono, operazione anche questa da effettuare con molta pazienza ruotando con delicatezza le viti o i dadi che le fissano di piccole frazioni di giro.
Alla fine di queste operazioni le ottiche, se si è mantenuta una certa precisione, dovrebbero essere allineate e la conferma ci verrà dalla prova descritta precedentemente su di una stella luminosa.
Quando il telescopio non viene usato ? bene che sia conservato in un locale privo di polvere e le sue ottiche, siano specchi o lenti, devono sempre essere coperte con tappi o cappucci in panno trattenuti da elastici. Inevitabilmente però con l'andar del tempo le parti ottiche tendono a impolverarsi o a sporcarsi e perciò devono essere pulite; bisogna comunque tener presente in generale che le superfici ottiche vanno toccate, anche con i mezzi più delicati, il meno possibile. Esse tendono a rovinarsi e a rigarsi, per cui la salvaguardia preventiva con delle protezioni resta sempre la più valida e importante precauzione per l'integrità delle ottiche.
Per eliminare la polvere si può far ricorso a uno di quei pennelli dotati di soffiatore e venduti nei negozi di cine-foto per gli obiettivi delle macchine fotografiche. Per eliminare invece lo sporco più tenace, come spessi strati di polvere o impronte digitali, conviene ricorrere con la massima delicatezza alle cartine ottiche prodotte dalla Kodak e vendute in confezioni da 50 fogli.
Alcuni astrofili sono soliti usare delle soluzioni liquide apposite acquistate nei negozi di materiale fotografico o approntate in casa miscelando 1/3 di alcool con 2/3 di acqua distillata, che comunque devono essere utilizzate con molta parsimonia e impiegate solo nella sicurezza del buon risultato, senza che lascino sul vetro depositi di alcun genere.
Con l'andar degli anni, o negli strumenti vecchi, può capitare di vedere lo strato riflettente depositato sullo specchio distaccarsi dal vetro (fenomeno controllabile maneggiando in controluce lo specchio); in questo caso lo strato metallico, normalmente alluminio, deve essere rinnovato con una nuova alluminiatura. L'operazione viene effettuata da ditte specializzate; richiedendo una alluminiatura ricoperta da uno strato di quarzo essa assicurerà uno specchio dalla vita praticamente illimitata, perchè la sottile pellicola di biossido di silicio protegge lo strato di alluminio dagli agenti atmosferici.



 

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