FAR DE SE' UN TELESCOPIO - Pagina 2
Scritto da Marco Milani   
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FAR DE SE' UN TELESCOPIO
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Lo specchio principale sarà montato in una cella apposita realizzata in metallo al tornio. All'interno della cella l'obiettivo poggerà su tre viti disposte a 120° l'una dall'altra, possibilmente in nylon, e verrà serrato da piccole placchette alle quali si aggiungerà del feltro per non danneggiare il vetro dello specchio. Sia le viti di appoggio che quelle che fissano le placchette non saranno strette con forza eccessiva per evitare di deformare il vetro, ma verranno avvitate quel tanto che lo specchio non si muova nella sua cella. Sulla cella contenente lo specchio verranno montate anche tre viti lunghe che con l'ausilio di tre molle sempre in tensione manterranno la cella solidale con una altra piastra circolare fissata al tubo tramite delle viti radiali. Le tre viti provviste di molle avranno il compito di assicurare l'allineamento delle ottiche con una taratura finale e per questo si fisseranno sulla piastra con dei dadi regolabili; è bene inoltre che la piastra sia piuttosto un anello sul quale trovino posto le varie viti in modo che il grosso foro centrale permetta il passaggio dell'aria nei due sensi attraverso il tubo con l'effetto di minimizzare fenomeni di turbolenza che si manifestano ad alti ingrandimenti. Lo specchietto secondario sarà invece sostenuto in un apposito supporto tramite l'esclusivo aiuto di tre graffette; il supporto sarà realizzato in metallo e avrà una forma cilindrica, con una delle due facce tagliata a 45° e delle stesse dimensioni dello specchietto che ospiterà. L'altra faccia sarà invece collegata tramite una vite regolabile ad un dischetto metallico avente un diametro un poco inferiore a quello del supporto del secondario e uno spessore intorno al centimetro. A questo dischetto verranno collegate radialmente tre o quattro lamine realizzate con del lamierino metallico il più possibile sottile ma sufficientemente robuste da sostenere il peso dell'intero apparato; le lamine saranno all'altra estremità Imageattaccate al tubo dello strumento tramite del'e viti regolabili di quel tanto da permettere un centraggio meccanico del supporo del secondario rispetto al tubo. Altre tre viti di regolazione poggeranno sullo zoccolo metallico sostenente lo specchietto deviatore e permetteranno, insieme alla vite centrale regolabile che collega il supporto al dischetto di sostegno, che lo specchietto deviatore compia tutti i possibili movimenti al fine di raggiungere in fase di taratura un perfetto centraggio delle ottiche, ottenendo da loro il massimo rendimento. A questo punto occorrerà procurarsi il tubo che dovrà contenere sia la cella dello specchio primario che il sostegno dello specchietto secondario.

Si sceglierà un tubo in PVC, reperibile attraverso quelle ditte che trattano materiale per grondaie o per condotte idrauliche, il cui diametro sarà di qualche centimetro superiore al diametro della cella del primario. Naturalmente la sua lunghezza, dipendente dalla distanza alla quale verrà posto lo specchio secondario rispetto allo specchio parabolico principale, verr? determinata attraverso il disegno di progetto realizzato in principio in grandezza reale. Alla stessa altezza dello specchietto secondario verrà praticato nel tubo un foro attraverso il quale i raggi di luce verranno inviati lungo il tubo di fuocheggiamento; questi può benissimo essere costruito con due tubi filettati che si avvitino l'uno sull'altro realizzati al tornio, utilizzando una filettatura a due principi per ridurre le tolleranze e aumentare la precisione nel movimento. Mentre il tubo esterno verrà fissato mediante delle viti esattamente perpendicolare sul foro d'uscita intagliato nel tubo in PVC, il diametro del tubo interno di fuocheggiamento come è già stato detto non dovrà essere così piccolo da intralciare il cammino dei raggi ottici e le sue dimensioni si potranno ricavare graficamente dal disegno in grandezza 1:1. Occorrerà porre un attimo di attenzione anche alla corsa del tubo possibile durante l'operazione di messa a fuoco, la quale dovrà essere sufficientemente lunga onde permettere l'adozione di oculari di diverso tipo e magari anche l'applicazione di una fotocamera la quale possiede un punto focale disposto sul piano della pellicola che è molto più indietro rispetto a quello di un normale oculare (circa 10 cm). Gli oculari normalmente presentano un diametro esterno del loro barilotto che va fino a 31,8 mm e perciò per poterli accettare anche il diametro interno del tubo di messa a fuoco sarà in ogni caso uguale o maggiore a questa misura; mentre se si prevede anche un uso fotografico dello strumento converrà mantenere il diametro interno del tubo di fuocheggiamento almeno intorno a un valore di 40-45 mm per evitare il fenomeno di vignettature (occlusione ai bordi dell'immagine dovuta a un diametro eccessivamente stretto dei tubi ottici). Per poter utilizzare oculari o altri accessori aventi una larghezza più piccola di quella presentata dal tubo di messa a fuoco si ricorrerà a dei semplici riduttori che adatteranno i due diametri, realizzabili al tornio; sia gli adattatori che il tubo di fuocheggiamento porteranno una vite di fissaggio che verrà stretta a mano ogni volta che verrà introdotto un oculare per evitare che esso scivoli fuori dal tubo se lo strumento viene inclinato. Gli oculari possono essere procurati sciolti presso tutti i costruttori di telescopi come anche da alcuni validi artigiani i quali, oltre alla realizzazione di obiettivi astronomici, curano pure la produzione di oculari molte volte di qualità superiore a quelli d'importazione americana o giapponese; in particolare gli oculari prodotti in Giappone raramente sono di buona qualità e molto spesso anche quelli forniti con strumenti nipponici di serie conviene siano attentamente valutati. Image
Il tubo infine dovrà essere dotato di un piccolo telescopio posto in parallelo chiamato " cercatore ": si tratta di un cannocchiale rifrattore con un piccolo obiettivo e a basso ingrandimento (5-12 x) ma dotato di oculare con un crocifilo, simile in pratica ai cannocchiali usati nei fucili ha la funzione di individuare e centrare l'oggetto da osservare, altrimenti difficile da inquadrare utilizzando solo il telescopio principale, dato il suo piccolo campo abbracciato (al massimo 1,5?). Il cercatore può essere realizzato disponendo di un piccolo doppietto acromatico con un diametro intorno ai 3-5 cm, tipo quelli usati negli obiettivi dei binocoli. Occorrerà poi disporre di un oculare munito di crocifilo nel suo interno, magari illuminato da una piccola lampadina.
Image Le ottiche poi verranno intubate e fissate in modo che risultino a fuoco per l'infinito, per venir fissate infine una volta per tutte. Comunque ottimi cercatori vengono forniti come componenti sciolti dei telescopi commerciali oltre ad essere costruiti con un'ottima fattura da molte piccole ditte nazionali.
Anche qui bisognerà stare lontani da cercatori giapponesi non acromatici (normalmente 5 x 24) i quali hanno un rendimento, specialmente in luminosità, del tutto scadente e inaccettabile nel caso di puntamento di oggetti deboli, a causa di un diaframma posto subito dietro l'obiettivo che ne limita sì il difetto di cromaticità ma ne riduce anche l'apertura effettiva a un valore di molto inferiore ai 24 mm dichiarati.



 

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