IL TELESCOPIO SECRETAN A PARIS

Il restauro del Telescopio rifrattore Secretan a Paris

 

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Non è ancora finita la bella favola del telescopio Salmoiraghi, che ecco come incanto comparire un nuovo gioiello.

Spuntato dal nulla.
Era nel magazzino di un rigattiere, che ha avuto la prontezza di chiamarci subito.
Vuole un telescopio Secretan a Paris?  E’ di inizio 1900.

La domanda  sembrava quasi uno scherzo. Invece era tutto vero.

Immediatamente ci siamo recati a visionare lo strumento.

Ma come sempre, chi chiede la bicicletta, poi deve pedalare.
E questa è una bicicletta di lusso, che per essere rimessa in piena funzione, come il Salmoiraghi, richiede qualche lavoro di restauro.

Poi, a lavoro ultimato, si dimentica anche il mal di schiena causato dal paziente intervento.

Dopo una buona dormita, la schiena ritorna come prima e a noi rimane un telescopio magnifico e funzionante al 100%.

E’ emozionante guardare in questo antico telescopio, simile a quello che il Principe Giulio Tomasi di Lampedusa usava nel lontano 1880.

E’ un’emozione provata pochi mesi fa col Salmoiraghi, che si ripete per l’ottima visione che questo telescopio è in grado di offrire.

Il telescopio è simile al Salmoiraghi: l’obiettivo è di dieci millimetri più grande, 140mm. contro i 130mm.
Dell’altro gioiello d’epoca, e anche la focale è leggermente più lunga: 2000mm. contro  1700mm.
 
Un gran bel rifrattore, adatto per pianeti e Luna, oggetti visibili perfettamente dal cortile del Planetario.

Spero che il pubblico apprezzi questo strumento, perchè economicamente ci è costato una bella cifra. 

Nel suo complesso si presenta tenuto bene e funzionante, a parte la verniciatura; l’ottica si presenta leggermente sporca mentre tutti gli oculari, circa una decina, sono in buone condizioni, ma da pulire.
Un piccolo restauro è stato subito necessario.

Il tubo del telescopio è stato riverniciato e la cella della lente (verniciata) è stata riportata all’ottone vivo e protetta dalla vernice trasparente.
La montatura altazimutale era già in ottime condizioni, tanto che una verniciata al supporto e una lucidata alle parti in ottone l’ha riportata funzionante.

Non così per il cavalletto, per il quale è stata necessaria  una  “sverniciata” radicale, per l’eccessiva vernice che lo copriva.

Abbiamo aggiunto una copertura in legno che, oltre a nascondere un poco il supporto, serve anche da piano di appoggio per gli oculari.

In origine, il vero supporto del telescopio era un treppiede in legno.
Le tre gambe sono state sostituite da un supporto di ferro con ruote, per comodità di trasporto.

Purtroppo, queste sicuramente sono finite in una discarica: peccato, almeno sapendo la forma si potevano ricostruire.
Ora, a restauro ultimato, il telescopio si presenta bene: qualche ritocco o modifica è ancora necessaria, ma già da adesso è parcheggiato vicino al Salmoiraghi.

Una coppia che fa il suo effetto.
Gli oculari sono di costruzione antica, logicamente ora siamo abituati a ben altro, e la loro focale è decisamente esagerata per il nostro cielo.

L’oculare terrestre di dotazione standard, dotato di raddrizzatore d’immagine, è ottimo e fornisce alti ingrandimenti.

Comunque, per le serate osservative, il telescopio viene dotato di una diagonale a 90° e di un oculare con un’uscita pupillare ampia per rendere meno difficoltosa la visione al pubblico neofita.

La differenza sostanziale col Salmoiraghi è che quest’ultimo è equatoriale, mentre il Secretan è in montatura altazimutale, quindi la ricerca per il neofita è più semplice e intuitiva: basta muovere il tubo del telescopio verso il punto da osservare.

Una ricerca su Internet  svela come il telescopio Secretan a Paris sia classificato come un ottimo telescopio.

Ne saremo sicuramente degni e fieri di poterlo usare con Voi.
                                                                 


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Gli anni passano, ma il chiodo fisso del treppiede no.
Per puro caso, sulla copertina di una rivista di astronomia molto vecchia, trovo la figura di un telescopio Secretan più o meno come il nostro, con cavalletto a treppiede in legno.

Poi in Internet un altro molto simile, con lo stesso treppiede in legno.

E’ fatta, il modello c’è: perché non costruirlo in modo da rendere completo il vecchio telescopio?
Dopo due disegni, vista la mole delle lavorazioni, chiedo aiuto all’amico Paride che è falegname, e che pure lui è astrofilo, il quale si impegna per rendere fattibile la costruzione.
Scelto il legno, si passa alle tracciature dei tagli, selezionando la parte migliore.

Con buona volontà e una giornata e mezza di lavoro, le tre gambe sono pronte, incollate e verniciate.

Non mi resta che rifinirle con minuterie di ottone per il bloccaggio e costruire i puntali d’appoggio.
Per un comodo spostamento, il telescopio viene messo su un piano in legno munito di rotelle, come si presentava all’acquisto.

Ora si che il vecchietto è contento; no non il Secretan, io.



Erasmo Bardelli

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