IL RE DEI PLANETARI
Scritto da Giorgio Malavasi   

Da Astrofilo a realizzatore di apparecchiature astronomiche


Il Re dei planetari ? E' veneziano e si è fatto da solo

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Metà dei Planetari in Italia sono costruiti a Venezia, da una ditta a conduzione familiare.

Ecco cosa scrive di lui un giornale veneto.
 
Una passione nata da ragazzino. Tutto inizia con Giampaolo Gambato, oggi prossimo ai 63 anni, che mezzo secolo fa è già un ragazzino appassionato dal cielo e dalle stelle.
Nativo di Spinea, dove ancora abita, Gambato va però spesso a Marghera dove, presso la scuola "Padre Egidio", nel complesso conventuale francescano di S. Antonio, si ritrovano i soci del circolo astrofili di Mestre.
Sono gli anni in cui Giampaolo forma la propria cultura astronomica. Qualche tempo dopo arriva la grande scommessa.
 
Il primo planetario in nove mesi. Agli amici astrofili piace sempre di più l'idea di avere un planetarium, uno di quei marchingegni a forma di sfera che proiettano su una volta emisferica gli oggetti del cielo. Solo che ci vogliono 30 milioni (di lire di allora: siamo nel 1980), e il buon francescano padre Ruggero non sa dove trovarli.
 
E' lì che a Giampaolo Gambato viene l'idea: «Costruiamolo noi». E così è. In collaborazione con l'ottico veneziano Romano Zen, in nove mesi nasce il planetarium, che sorprende anche gli scettici, che non pensavano proprio che due amici, sia pure appassionati e fantasiosi, avrebbero potuto realizzare quella macchina.
 
Un’azienda unica in Italia. In effetti è l'inizio di un'avventura che ben presto prende dimensioni aziendali. E che, soprattutto a partire dal '95, quando a Giampaolo si affiancano i figli Claudio e Michele, si struttura solidamente.
 
Oggi la Gambato sas ha costruito una trentina di planetari in tutt'Italia (e anche all'estero), cioè circa una metà di quelli esistenti nel Paese. Ma ha anche realizzato più di 70 osservatori astronomici e perfino qualche telescopio e pendolo di Foucault.
Così l'azienda veneziana è arrivata ad essere l'unica in Italia (affiancata solo di recente da una ditta ferrarese) nella costruzione di planetari. E se si pensa che nell'intero pianeta sono non più di una decina le società specializzate in questo tipo di prodotti, si capisce la singolarità di questa esperienza di lavoro.
 
Prezzi bassi per ampliare la clientela. «E, a parte la tedesca Zeiss - precisa Gambato - che ci supera nell'ottica, ma non nella meccanica, per il resto teniamo benissimo il passo di qualsiasi concorrenza».
 
Del resto è proprio grazie a questa qualità che Gambato ha scritto il suo nome in questo così originale mercato: «E tenendo bassi i prezzi - continua il fondatore - abbiamo permesso a molte istituzioni di dotarsi di planetari e osservatori». Già, perché i clienti sono quasi tutti enti pubblici (scuole o Comuni e Provincie per i loro musei); pochi i committenti privati.
 
D'altro canto un osservatorio (con la cupola apribile e tutti i meccanismi connessi) costa sui 20-30mila euro, e un planetario non si porta a casa con meno di 60-70mila euro.
 
«Orgogliosi di aver fatto tutto da soli». Ma il punto di forza, tutto nordestino, è la duttilità dell'azienda: «Noi siamo orgogliosi - rimarca Gambato - di avere fatto tutto con le nostre sole forze». Sì, perché se si vuole fare un osservatorio o un planetario, in commercio non si trova niente. Nessun pezzo base, tutto va "inventato".
 
Nel capannone di Gardigiano non ci sono camici bianchi e computer o robot, come qualcuno potrebbe immaginare, visto che parliamo di costruzioni per l'astronomia. Ci sono invece lastre di acciaio da tagliare, incurvare, sagomare.
 
O motori da adattare (fino a poco tempo fa si usavano le catene delle biciclette per trasmettere il movimento). E soprattutto tanti problemi - di ottica, di falegnameria, di elettricità, di idraulica...) da risolvere.
 
«Ogni tanto mi capita - sottolinea con una punta di compiacimento Giampaolo Gambato - di discutere con docenti universitari su certi progetti. E magari, dopo aver fatto una montagna di calcoli, mi dicono che un certo problema non si può risolvere. Calma, dico io, e proviamo. Certe difficoltà non si affrontano a tavolino, ma sul campo, in officina. E ogni volta sono riuscito a trovare il bandolo della matassa».

 

Giorgio Malavasi


                               
Tratto da Gente Veneta , no.4 del 2006

 


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Diamo atto che la Ditta Gambato di Venezia con il suo fondatore Giampaolo e prole, ha contribuito per i suoi costi contenuti alla possibilità di acquisto e quindi diffusione di strutture per l’Astronomia pubblica e privata.
Sicuramente il prezzo contenuto è stato di sprone alla giunta comunale di Lecco, per la realizzazione del Planetario Gambato di 8 m nel Palazzo Belgiojoso.
Dopo l’inaugurazione fatta nel Maggio 2004, il Planetario “strumento” è perfettamente funzionante e risponde pienamente alle esigenze che la moderna tecnologia propone sempre di più verso il futuro. Grazie Giampaolo.

 

Il Presidente
Gruppo Astrofili DEEP SPACE Lecco

Erasmo Bardelli

 

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