COLUMBIA: IL GIORNO DELLA TRAGEDIA
Scritto da Marco Zambianchi   

Lo shuttle Columbia ha subito un guasto catastrofico durante la fase di rientro sulla Terra nella giornata di ieri, 1 febbraio 2003, disintegrandosi in pi? parti ad una quota di circa 60.000 metri nei cieli del Texas, in rotta verso il suo atterraggio previsto al Kennedy Space Center in conclusione di una missione scientifica durata 16 giorni. I sette membri dell'equipaggio dello shuttle, due uomini e cinque donne, tra cui il primo astronautia israeliano della storia, sono periti nel disastro, in quella che ? stato il primo incidente mortale dall'epoca dell'esplosione dello shuttle Challenger nel 1986.

Volando "sottosopra" e a "coda all'indietro" al di spora dell'oceano indiano, il comandante Rick Husband ed il pilota William McCool hanno acceso i retrorazzi del Columbia in perfetto orario, per dare inizio alla traiettoria di rientro verso la Florida. Insieme a loro, seduti insieme a loro sul ponte di volo vi erano presenti l'ingegnere di volo Kalpana Chawla ed il fisico Laurel Clark. Ai loro posti nel ponte inferiore erano invece Michael Anderson, David Brown ed il colonnello Israeliano Ilan Ramon.

Le fasi iniziali della discesa si sono svolte regolarmente, e il Columbia ha incrociato la sua traiettoria con la costa della California pochi chilometri a nord di San Francisco intorno alle 13.51 ora italiana (8.51 EST), sulla rotta verso la pista 33 del Kennedy Space Center, dove sarebbe dovuto atterrare solo 25 minutei dopo, alle 14.16 (9.16 EST).

I primi segnali di qualcosa di strano sono giunti intorno alle 13.53, quando lo shuttle stava volando proprio al centro degli U.S.A. La telemetria infatti ha segnalato un'improvvisa perdita di pressione nel circuito idraulico delle superfici aerodinamiche (flaps e alettoni) interne ed esterne dell'ala sinstra. Tre minuti dopo, i sensori disposti nell'apparato frenante e negli pneumatici del carrello sinistro hanno improvvisamente interrotto la trasmissione di dati.

Nonostante la situazione che si veniva determinando, lo shuttle continuava a volare in maniera normale, senza ulteriori indicazioni del fatto che un guasto di proporzioni catastrofiche stava per avvenire.

Ancora, alle 13.58, anche i sensori deputati al controllo della temperatura nei punti in cui le piastrelle di protezione termica sono incollate alla struttura dello scafo hanno interrotto la trasmissione dei dati, seguiti un minuto dopo dai sensori di pressione degli pneumatici del carrello sinistro. I controllori di volo della missione Columbia hanno allertato gli astronauti dei problemi di pressione, ricevendo una breve conferma di ricevuto da bordo. Questa ? stata l'ultima trasmissione ricevuta dallo space shuttle. Pochissimi istanti dopo dal controllo missione veniva perso ogni segnale proveniente dal Columbia, ed il veicolo si spezzava mentre viaggiava all'incredibile velocit? di 20.000 chilometri orari, ben18 volte la velocit? del suono.

A quel punto, la durata della missione era computabile in 15 giorni, 22 ore e 20 minuti.

La portata dell'evento e la sua drammatica conclusione prendeva forma dalle crescenti segnalazioni di detriti in caduta dal cielo del Texas, fino in Louisiana, sebbene ad ora non vi siano segnalazioni chiare su dove possa essere precipitata la cabina destinata all'equipaggio. In un breve discorso alla nazione, il Presidente Bush ha affermato: "Questa giornata ha riservato una terribile notizia ed una grande tristezza al nostro paese. ... Il Columbia ? perduto, e non vi sono sopravvissuti." L'amministratore della NASA Sean O'Keefe: "La perdita di questo valido equipaggio ? un evento che non saremo mai capaci di superare." I familiari degli astronauti stavano attendendo ai bordi della pista di atterraggio per dare il loro bentornato ai loro cari. William Readdy, l'amministratore associato della NASA per il volo spaziale, e veterano delle missioni shuttle, ha elogiato le famiglie degli astronauti per aver dimostrato "un'incredibile dignit?, considerata l'importanza della perdita appena subita".

L'obiettivo principale della missione STS-107 era lo svolgimento di esperimenti scientifici paragonabili a quelli svolti sulla Stazione Spaziale Internazionale e riguardanti diverse discipline; dalla biologia alla medicina, dalla scienza dei materiali alla fisica teorica, ed anche allo sviluppo di nuove tecnologie. Queste ricerche non avevano infatti trovato posto a bordo della ISS ancora in via di completamento.

Durante la conferenza stampa tenutasi nella tarda serata di sabato, il Responsabile del programma Shuttle Ronald Dittemore ed il capo dei controllori di volo Milt Heflin hanno illustrato la telemetria ricevuta dallo shuttle e hanno risposto al maggior numero di domande possibile. L'estrema apertura ai media dimostrata dalla NASA alla conclusione di questo tragico incidente contrasta fortemente con la politica del "no comment" intrapresa immediatamente dopo l'incidente del Challenger del 1986, che serv? solo a frustrare il pubblico e a macchiare l'immagine di trasparenza da anni riconosciuta all'ente spaziale statunitense.

"Siamo devastati a causa degli eventi svoltisi questa mattina," ha affermato Dittemore. "C'? un grande shock che ha colpito tutto il sistema, perch? abbiamo perso sette membri della nostra famiglia. Certamente continuiamo ad impegnarci al massimo per cercare di capire gli eventi che sono accaduti, ma i nostri pensieri e le nostre preghiere vanno ai familiari degli astronauti caduti."

Una commissione di inchiesta interna alla NASA, formata da esperti tecnici, si ? formata per fronteggiare le prime fasi del disastro. Presto sar? affiancata da una secondo team, indipendente dall'ente spaziale e di nomina governativa, chiamato ad assicurare un pi? adeguato livello di obiettivit?. Tutti i dati dei computer e delle strumentazioni che seguivano il volo del Columbia sono stati "congelati" al fine di permettere una loro completa analisi. Dittemore ha inequivocabilmente affermato che l'intera flotta degli shuttle rester? a terra fino a quando gli ingegneri non avranno individuato le cause della tragedia, determinando anche i provvedimenti correttivi necessari.

 

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